Ambito Civile

immagine di una carrozzina

Perizie e Consulenze Tecniche di Parte

Lo Studio Medico Legale effettua valutazioni in ogni ambito della responsabilità civile: dalla responsabilità degli operatori sanitari alla responsabilità civile diretta delle aziende e degli enti pubblici e privati a quella dei privati cittadini. Vi è oggi una notevole analogia tra la responsabilità civile automobilistica e relative modalità di risarcimento e la responsabilità degli operatori sanitari poichè la normativa prevede, in entrambi i casi, gli stessi riferimenti al codice delle assicurazioni.

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Ambito Amministrativo

Perizie personalizzate sulla congruità percentuale delle invalidità ottenute

Lo studio medico legale del dott. Libero Russo valuta l'effettivo grado di invalidità e di inabilità della persona e lo pone a confronto con la corretetzza di quanto effettivamente valutato, riconosciuto e certificato dalla pubblica amministrazione nei verbali descrittivi degli stati invalidanti (invalidità civile, invalidità previdenziale INPS, invalidità lavorativa, causalità di servizio, indennizzi per danni da trasfusioni e vaccinazioni, ecc.). Questa operazione è definita valutazione di correttezza e di congruità delle certificazioni monocratiche e collegiali rilasciate dalla pubblica amministrazione.

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Ambito Penale

immagine con auto della polizia

Invalidità e Danno alla Persona

Il Dott. Libero Russo, titolare unipersonale dello Studio Medico Legale, effettua consulenza nell'ambito del danno alla persona patrimoniale e non patrimoniale di rilevanza penale (lesioni personali lievi, gravi e gravissime con residuo di invalidità permanente, morte, indebolimento o perdita dell'uso di un organo, malattia prolungata o probabilmente insanabile, ecc.). Individua e quantifica  la rilevanza delle lesioni in lievissime, lievi, gravi e gravissime ai sensi del codice penale vigente anche nei loro riflessi civilistici patrimoniali e non patrimonilali: danno biologico temporaneo e permanente, danno psichico, danno esistenziale, danno morale, danno patrimoniale.

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Benvenuti nello Studio del Vostro Medico Legale

Il dott. Libero Russo rilascia personalmente in ambulatorio o in videoconferenza (normativa COVID-19) pareri medico legali previa valutazione della documentazione sanitaria di riferimento in ambito penale, civile, amministrativa e deontologico (doveri professionali delle categorie degli operatori sanitari) su richiesta di privati cittadini. Svolge funzioni di Consulente del Tribunale Penale e Civile a Pistoia. 

Perchè conviene ottenere una buona perizia medico legale?

Per indurre chi è responsabile di un danno a trattare seriamente con il danneggiato. Nessuno lo farebbe se non costretto da una buona perizia. Una volta in possesso di una buona perizia medico legale, attraverso il vostro avvocato  notificherete a colui/coloro che ritenete responsabile del danno la richiesta di risarcimento sulla base delle valutazioni tecniche operate nella perizia. Rimarrete in attesa di una reazione. Ovviamente non a tempo indeterminato. Un tempo "congruo" di "reazione" è all'incirca di un paio di settimane. Trascorso questo tempo dovrete rapidamente realizzare che vi è "disinteresse" del chiamato a rispondere e provvederete senza indugio ad avanzare una notifica di richiesta danni alla controparta e a depositare una richiesta di mediazione in vista di una consulenza tecnica preventiva o di una causa. Una buona perizia medico legale è il presupposto necessario e irripetibile per procedere con buone speranze di successo. Una cattiva perizia non è più rimediabile una volta andata in mano al vostro avversario. Per prima cosa va individuato il nesso di causa/effetto tra la condotta del responsabile del danno e il danno medesimo. Ricordate che una buona perizia medico legale viene sempre prima dell'azione del vostro legale. Il "vostro medico legale" individua il nesso di causalità materiale, del quale vi fornisce la prova tecnica, tra azioni (od omissioni) e il danno accertato, che descriverà con dovizia di particolari e con precisi riferimenti alle linee guida omesse (con citazioni bibliografiche) nazionali e internazionali.  Questo passaggio è' "decisivo". Ricordate che perizia viene da "perito", dal latino peritus = colui che sa capire e sa fare, ha esperienza ed è anche sincero. E' qui che si decidono le sorti del "vostro caso". Molti cosiddetti "tecnici" promettono mari e monti e fanno imbarcare poveri malcapitati in procedimenti temerari con il miraggio di pervenire a lauti risarcimenti, facendosi conferire "mandati al buio" ma ben presto si rivelano non in grado di raggiungere lo scopo promesso e solo a far "muovere il mercato. Tenete sempre  presente che avere ragione è probabile ma farla valere è difficoltoso perchè in mezzo ci sono parecchi interessi anche torbidi. Diffidate sempre da "facili promesse e soprattutto da presunte "certezze" di ragione. E' molto importante saper soppesare e scegliere l'azione che  si vuol portare avanti (se civile, penale o ambedue) in ragione della fattispecie del caso specifico, non esiste un modello prestabilito. Anzi. La decisione va attentamente studiata e ponderata tra il legale del danneggiato e il medico legale. Diffidate dei pacchetti "tutto incluso" e verificate con il  vostro legale che l'onorario del medico legale sia adeguato all'impegno che il caso richiede. Ricordate che nessun procedimento giudiziario di risarcimento danni  è  gratuito, quindi se non anticipate di tasca vostra le spese della perizia medica e di iscrizione del ricorso o della causa a ruolo (che sono variabili a seconda del valore del procedimento) vuol dire che qualcun altro potrebbe averlo fatto per voi. Cercate di capire bene con chi  vi volete "mettere in affari" che riguardano la vostra salute e la vostra vita. Ricordate che il "vero professionista" è colui col quale siete voi e nessun altro ad avere un rapporto diretto, colui che vi rende conto direttamente del suo operato non tramite una terza persona, fosse anche un avvocato. approfondisci o leggi di più. Un professionista che voi avete scelto, che deve essere sempre raggiungibile e disponibile in qualsiasi momento abbiate un dubbio. Un professionista che non vediate solo una volta perchè qualcuno vi ha inviato a lui ma colui col quale avrete costruito un rapporto di fiducia. Quello è il "vostro medico legale". Non avete niente da farvene di un medico che, "avanza tempo" fa anche il medico legale e magari vi riceve in un ambulatorio coi mutuati o, peggio, che è persino il vostro medico della mutua. Come potrà prendere parte con voi contro l'azienda sanitaria con la quale lavora? Dovreste andare dal medico legale dopo averlo prescelt,o con lo stesso zelo con cui individuate qualsiasi specialista medico e dopo esservi attentamente informati sulle sue recensioni. Infine, ricordate sempre che il "vostro" medico legale, nell'accertamento, procede in senso inverso a quello dei vostri avversari (sappiate che ne avete!) al fine della determinazione della responsabilità. Quindi, fate attenzione alle mani in cui vi mettete. 

Come posso richiedere una perizia medico legale?

Prima di tutto accedete all'apposito form di registrazione al seguente link,  richiedere un parere direttamente attraverso questo sito spiegando brevemente il vostro caso. Sarete contattati dopo che il professionista avrà ricevuto le prime necessarie informazioni sintetiche. Lasciate un vostro recapito telefonico portatile e la fascia oraria nella quale desiderate essere chiamati. Sarete contattati in tempi brevi direttamente dal professionista. 

Cassazione Civile Sez. 3, 15/4/2019, n. 10424

In presenza di colpevoli ritardi nella diagnosi di patologie ad esito infausto l’area dei danni risarcibili non si esaurisce nel pregiudizio recato alla integrità fisica del paziente, privato, in ipotesi, della possibilità di guarigione o di una più prolungata e qualitativamente migliore esistenza fino all’esito finale. Al contrario include la perdita della possibilità del paziente di "programmare il suo essere persona nel frangente, delicatissimo, della consapevolezza del fine vita, ovvero di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali in una condizione di vita affetta da patologie ad esito certamente infausto(così in motivazione, Cass.Sez.3, ord.2 marzo 2018, n. 7260, Rv.647957/01) con la conseguenza della lesione della libertà di scegliere come affrontare l'ultimo tratto del proprio percorso di vita. Una situazione meritevole di autonoma e ulteriore tutela rispetto alla perdita di chance, pure ipotizzabile in caso di malpractice sanitaria. Quindi, non solo la tutela della scelta di procedere nei tempi più celeri possibili all’attivazione di una strategia terapeutica o la determinazione per la possibile ricerca di alternative di indole meramente palliativa, ma anche la tutela della decisione di vivere le ultime fasi della propria vita nella cosciente e consapevole accettazione della sofferenza e del dolore fisico in attesa della fine, giacchè tutte queste scelte appartengono, ciascuna con il proprio valore e la propria dignità, al novero delle alternative esistenziali. Cassazione Civile Sez.3, n. 10424/2019

 

CASSAZIONE CIVILE n. 16919 del 27 giugno 2018 - La Sentenza è interessante nella parte in cui rileva la responsabilità sanitaria per non avere colposamente diagnosticato un processo morboso, sebbene allo stato terminale,per la quale il paziente ha perduto la chance di vivere anche solo per alcune settimane o qualche mese in più rispetto a quanto effettivamente vissuto. La Sentenza è importante in quanto il danno da perdita di chance è un danno evento e non un danno conseguenza. Ciò significa che il danno è indipendente dalla responsabilità colposa dei sanitari per avere sbagliato la diagnosi, cagionando una morte più rapida di quella prevedibile in conseguenza della malattia da cui è derivata la diagnosi errata. Il nesso causale va quindi posto non tra la condotta colposa e l’evento morte ma tra la condotta colposa e l’evento perdita della possibilità di sopravvivenza sia pure solo per alcune settimane o alcuni mesi. In sostanza viene risarcita non la conseguenza morte ma un evento indipendente dalla morte derivante dalla condotta sanitaria colposa, ovvero la perdita di chance di sopravvivenza anche se solo di qualche settimana in più. La sentenza scaturisce da una vicenda di malasanità per la quale il paziente che accusava forti dolori al petto si recava al pronto soccorso ospedaliero venendo rinviato a casa con la diagnosi di nevralgia intercostale. Il mattino seguente il paziente decedeva dopo avere fatto un elettrocardiogramma che diagnosticava un infarto acuto. La domanda di risarcimento veniva rigettata in primo e secondo grado di giudizio a seguito di una ctu medica che sosteneva che il paziente non avesse comunque prospettive di vita superiori ad alcuni mesi per cui anche se la patologia in essere fosse stata immediatamente riconosciuta e fronteggiata dal sanitario di turno, alla luce degli accertamenti speritali vi sarebbe stata comunque un’alta probabilità di evento fatale intra-ricovero. La Cassazione non ha condiviso tale assunto ravvisando un’ipotesi di danno risarcibile da parte dei sanitari per aver omesso di diagnosticare un processo morboso, quantunque allo stato terminale.Per effetto di tale omissione il paziente ha perduto la chance di vivere anche solo per alcune settimane in più rispetto a quanto effettivamente vissuto.Vai alla Sentenza SC 16919 del 27.6.2018

IN EVIDENZA
Scudo Penale e in servizio fino a 72 anni per i Medici. Paralizzata la Sentenza S.S.U.U. Penali N. 8770/2018

Si va verso lo scudo penale per i medici. Il Decreto Milleproroghe 2024 concede fino al 31 Dicembre 2024 l'esonero dalla responsabilità penale anche lieve per i medici. La legge 8 Marzo 2017, n. 24, cosiddetta Gelli-Bianco, recante disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonchè in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, in vigore dal 1.4.2017, aveva introdotto la nuova fattispecie di responsabilità dell'operatore sanitario, non più pertanto esclusiva del medico ma estesa a tutte le figure professionali paramediche. Aveva ridisegnato la nuova fattispecie (intervenendo quarttro anni dopo l'approvazione della c.d. legge Balduzzi, n. 189/2012) abrogando la Balduzzi e riformulando la colpa sanitaria subordinandola al rispetto di linee guida emanate in materia, facendo subito sorgere dubbi, a causa dell'intruzione dell'Art.590-Sexìes nel codice penale. L'articolo 590-Sexìes C.P.  esclude la punibilità dell'operatore sanitarios laddove risultino rispettate le raccomandazioni espresse come linee guida o, in mancanza, le buone pratiche clinico-assistenziali, a condizione che queste risultino adeguate alla specificità del caso concreato. Se, infatti, le raccomandazioni espresse come linee guida o le buone pratiche clinico-assistenziali non risultassero attinenti o adeguate al caso concreto trattato, non solo non sussisterebbe alcun obligo di osservarle per l'operatore sanitario ma sorgerebbe una forma autonoma di perseguibilità per non essersene discostato. Ed è proprio sul neo introdotto Articolo 590-sepìes del C.P. che la Cassazione si è divisa, letteralmente, in due diversi orientamenti: a) sentenza della Sezione quarta, n. 28187, del 20/4/2017 (c.d. Tarabori-De Luca); b) sentenza (ancora) della quarta sezione penale, n. 50078, del 19/10/2017 (c.d. Cavazza). Su questa discrepanza sono adesso intervenute le Sezioni Unite Penali con la sentenza 8770/2018 al fine di operare una sintesi interpretativa tra due diversi orientamenti.

La previgente disciplina Balduzzi (legge 8 novembre 2012, n. 189) consentiva al medico di andare esente per colpa lieve sia in caso di imperizia che di negligenzla o di imprudenza, la Gelli-Bianco aboliva la non punibilità per colpa lieve delle tre categorie di colpevolezza colposa lasciando in piedi la non punibilità solo per la colpa grave e soltanto per la categoria dell'imperizia. Ciò andava a impattare persino sul criterio, più favorevole all'operatore sanitario,  delle linee guida adottate dalla comunità scientifica (nazionale e internazionale) e questo dava l'assoluta certezza al medico imputato di  andare a "pescarne" almeno una a lui favorevole nella sterminata raccolta mondiale), mentre con la Legge Gelli-Bianco si introducevano le linee guida emesse da società scientifiche ed enti accreditati (validati) dal Ministero della Salute e supervisionati dal Consiglio Superiore di Sanità. L'articolato normativo Gelli-Bianco rischiava dunque di depotenziare le difese penali per le categorie sanitarie, a meno che i fatti penalmente rilevanti non fossero avvenuti entro il 31.3.2017 in vigenza della legge Balduzzi (Legge Gelli-Bianco è in vigore dal 1.4.2017). Di conseguenza, ammoniva la Suprema Corte (Sentenza della 4 Sezione Penale, n. 28187 del 20 Aprile 2017), il nuovo artiolato Gelli-Bianco analizzato alla luce del combinato disposto della giurisprudenza vivente, avrebbe determinato la reviviscenza della giurispudenza consolidata degli anni 70-80-90, ovvero quella assai meno favorevole alla categoria, che proprio dalla Legge Balduzzi era stata "ammorbidita". La Sentenza Cavazza (emessa anch'essa dalla quarta sezione pebale (n. 50078 del 19/10/2017) introduceva ulteriori elementi di contrasto e contraddizione con l'interpretazione data con sentenza 28187/2017. Un rompicapo. Sul quale è adesso intervenuta la Sentenza delle Sezioni Unite Penali della Suprema Corte. In definitiva, le S.S.U.U. penali ritengono adesso che la mancata evocazione esplicita della colpa lieve da parte del legislatore del 2017 non possa precludere una ricostruzione della norma che ne tenga conto (diversamente dalla massima di entrambe le sentenze che avevano dato luogo al contrasto). Pertanto le Sezioni Penali Unite sostengono adesso:1) che l'esercente la professione sanitaria risponde a titolo di colpa per morte o lesioni personali se l'evento si è verificato per colpa, anche lieve, da negligenza, imprudenza o imperizia; 2) se il caso si è verificato per imperizia, gli esercenti rispondono per colpa (anche lieve) quando il caso non è regolato dalle raccomandazioni delle linee guida e quando, pur essendone regolato, vi sia stata imperizia nella individuazione e nella scelta delle raccomandazioni delle linee guida o delle buone pratiche assistenziali; 3) se l'evento si è verificato per colpa grave da "imperizia" nell'esecuzione di raccomandazioni di linee guida o di buone pratiche clinico assisstenziali adeguate, tenendo conto del grado di rishio da gestire e delle speciali difficoltà dell'atto medico.  

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