Come ci fa notare la stessa definizione (medico di base) si tratta di un ruolo professionale strategico per l'effettivo esercizio del diritto alla salute (Art.32 della Costituzione) da parte dell'assistito-paziente. L'errore degli specialisti, soprattutto quello dovuto a negligenza, è grave ma quello del medico generico di base, senza ombra di dubbio, può esserlo ancora di più. Infatti le prestazioni erogate dal SSN hanno inizio  da questo professionista di base a cui è demandata la "messa in moto" della macchina assistenziale che, come  in meccanica, deve sempre avvenire con la prima marcia come viene insegnato accuratamente da ogni scuola guida che si rispetti.Ma possiamo essere sicuri che avvenga esattamente così o non accade, sia pure infrequentemente, che l'avviamento del medico di base sia balbettante e confuso se non addirittura in retromarcia? responsabilità del medico di base, in solido con la ASL,è lenire le sofferenza della persona ammalata facendo ogni cosa possibile nell'ambito del sapere scientifico del momento e della disponibilità delle tecnologie più evolute per la diagnosii e la cura delle malattie. Come per qualsiasi professionista il male maggiore in cui può incorrere non è l'imperizia, come comunemente si crede, ma la negligenza.La negligenza del medico di base è la più grave tra tutte le negligenze della categoria sanitaria, medica e non. Riguardo all'imperizia, è ben difficile che il medico generico possa incorrere in questa fattispecie di colpa atteso il suo ruolo prevalentemente burocratico-sanitario. Il medico di base deve porsi e proporsi nelle attività di prevenzione, cura e riabilitazione previste dalla legge (833/78), esattamente come  il restante personale del SSN (medici ospedalieri, specialisti ambulatoriali interni dell'ASL, medici della guardia medica e dell'emergenza territoriale 118, della medicina dei servizi, odontoiatri, ecc.). Medico generico e Azienda Sanitaria Locale rispondono in solido e individualmente per i fatti colposi  commessi dal medico di base mentre l'Aziensa Sanitaria Locale risponde del proprio personale (dipendente, convenzionato, incaricato a titolo gratuito, volontario, tirocinante, è infatti sufficiente la sola presenza attiva nei locali dell'Azienda Sanitaria). L'Azienda Sanitaria Locale risponde per fatto altrui ai sensi dell'Art.1228 del codice civile mentre risponde ai sensi del 1218 c.c. per fatti commessi dal proprio personale dipendente. Ovviamente i fatti commessi dai medici convenzionati (medici generici o di base, di libera scelta del cittadino per l'assistenza mutualistica, medici della guardia medica, medici incaricati del servizio specialistico ambulatoriale interno e medici di medicina dei servizi) non sono commessi nelle vesti di dipendenti dell'Azienda Sanitaria ma questa ne risponde ugualmente in via diretta e col proprio patrimonio (se non assicurata) alla stessa stregua dei fatti illeciti commessi dal personale subordinato. Ferma, naturalmente, la possibilità del paziente-cittadino di contestare direttamente al medico convenzionato un eventuale danno riportato, per il quale il medico dovrà rispondere in proprio tramite l'intervento della propria asicurazione.

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La legge 8 Marzo 2017, n. 24 (emendativa della Legge Balduzzi) entrata in vigore il 1.4.2017 istituisce la Responsabilità degli Operatori Sanitari delle strutture pubbliche e private in materia di sicurezza delle cure e di rischio sanitario. E' la prima volta che il legislatore regolamenta la responsabilità sanitaria sotto un'autonoma voce, Art.590 Sexies del Codice Penale, con l'intento di conciliare: 1. La tutela degli esercenti le rofessioni sanitarie dal contenzioso giudiziario ed extragiudiziario sempre crescente. 2. La sicurezza delle cure. 3. La tutela dei pazienti. L'Art.6 abolisce il comma 1 dell'Art. 3 della Legge 8 Novembre 2012, n. 189 (c.d. Balduzzi) che prevedeva:"l'esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l'obbligo di cui all'Art.2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo",  L'Art. 590 Sexies del codice penale introdotto dalla Legge Gelli-Biaco (lesioni colpose e omicidio colposo cagionati nell'esercizio della professione sanitaria) avrebbe l'intento di rendere non punibili le condotte sanitarie se i fatti si verificano (soltanto) a causa di imperizia e sempre che il sanitario abbia osservato le linee guida o, in mancanza,  "le buone pratiche clinico-assistenziali". A una prima disattenta lettura dell'Art. 6 della legge 8 Marzo 2017, n. 24 nulla sembrerebbe cambiare rispetto alla versione Balduzzi, ma non è così. Mentre nella versione Balduzzi della responsabilità tutte e tre le fattispecie di responsabilità colposa (negligenza, imprudenza e imperizia, valutate sotto il profilo dell'Art.2043 del codice civile) erano riconducibili alla sfera della non punibilità per colpa lieve, la nuova legge Gelli-Bianco prevede esclusivamente la non punibilità nel caso di imperizia grave lasciando esposta l'imperizia per colpa lieve che era invece compresa nella tutela disposta dall'Art.3, comma 1, della Legge Balduzzi. L'esimente per l'imperizia grave scatta esclusivamente nel caso che risulti l'osservanza delle linee guida. A soli venti giorni dall'entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco la Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, con sentenza n. 28187 del 20/4/2017 ha dunque alzato la voce spiegando che l'abrogaione dell'Art.3 C1 della legge 189 del 2012 (c.d.Balduzzi) disposta dalla legge Gelli-Bianco comporta la reviviscenza della previgente e più severa normativa, anteriore alla legge 189/2012 (Balduzzi), che non consentiva distinzioni connesse al grado della colpa. Questo perchè la Gelli-Bianco non contiene più alcun riferimento alla gravità della colpa, con l'unica eccezione, appunto, della grave imperizia. La Suprema Corte, con stupefacenti analogie, ci illustra meglio il concetto adoperando l'esempio  dell'automobilista che, attraversato un incrocio regolato da semaforo a luce rossa, determini un incidente mortale pretendendo di difendersi con l'avere rispettato il limite di velocità o il caso del chirurgo, che avendo determinato la morte in tabula del proprio paziente per aver reciso un'arteria, pretenda di andare esente dall'incolpazione di omicidio con la dimostrazione di aver seguito le linee guida.

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Per Responsabilità dell'Operatore Sanitario si intende la responsabilità professionale penale, civile, amministrativa, etica e disciplinare degli operatori del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale che operano quali professionisti, dipendenti o convenzionati, nell'ambito del personale in servizio presso le ASL. Naturalmente non si tratta di una responsabilità esclusivamente personale (eccezion fatta per quella penale) ma di una responsabilità solidale con quella del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale nella gestione, appropriatezza ed erogazione delle cure erogate nell'ambito del diritto alla salute dell'individuo e della collettività (Art. 32 della Carta Costituzionale). Con legge 8 Marzo 2017, n. 24 (c.d. Legge Gelli-Bianco) il legislatore ha provveduto ad emendare la Legge 8 Novembre 2012, n. 189 (c.d.Legge Balduzzi) apportando delle significative modifiche allo scopo di diminuire la perseguibilità della categoria sanitaria (introducendo la responsabilità dell'operatore sanitario, in precedenza assente nell'ordinamento).Nella responsabilità amministrativa dell'operatore sanitario rientrano doveri d'ufficio quali la tutela del segreto professionale e la tutela dei dati sensibili dei pazienti che devono essere trattati in modo lecito e corretto ai sensi della legge sulla Privacy, Decreto Legislativo  196/2003, e, ancora, la stretta e puntuale osservanza del Codice di Comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione pubblicato con DPR 16 Aprile 2013, numero 62 e della legge 6 Novembre 2012 numero 190, Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione, pubblicata nella G.U. numero 265, Serie Generale, del 13 Novembre 2012. Nell'ambito delle responsabilità dell'operatore Sanitario una delle più importanti è la corretta, fedele, compilazione e tenuta della cartella clinica. A seguito della legge Gelli-Bianco (legge 24/2017) tutta la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione riguardo alla respobsabilitàmedica viene attratta nell'ambito della nuova responsabilità dell'operatore sanitario. La legge 24/2017 (Gelli-Bianco) è  nel mirino della Corte di Cassazione, segnatamente della Sezione 4 che si è ocupata fino al 31 Marzo 2017 della responsabilità medica, adesso estesa a tutti gli operatori sanitari e una delle prime preoccupazioni della magistratura di legittimità è stata di "stringere le redini" su qlcuni aspetti che diventano ancora più delicati con l'introduzione della responsabilità dell'operatore sanitario. Con la sentenza N.28187 del 20 Aprile 2017 la Corte di Cassazione ha sollevato importanti e pesanti censure all'operato del legislatore soprattutto in merito all'abolizione dell'incolpazione penale per colpa lieve per tutte e tre le categorie di condotte riprovevoli (negligenza, imprudenza e imperizia), lasciando in vita la colpa grave soltanto per il rimprovero di imperizia a seguito dell'abolizione dell'Articolo 3,C1, della legge Balduzzi e della improvvida marcata elencazione delle esimenti colpose ad eccezione della colpa grave per imperizia. CIl "vulnus" legislativo è notevole pewrchè rimette improvvisamente in gioco la giuruspridenza consolidata degli anni settanta/ottanta che proprio la legge Balduzzi era riuscita in qualche modo a superare.