Fino agli anni 80 la somministrazione di sangue umano intero e di prodotti derivati dalla sua lavorazione venivano considerati erroneamnte sicuri. La diffusione devastante dell'AIDS e dell'epatite virale nonA-nonB (in seguito definita "C") rese necessria una profonda revisione dei protocolli dei centri trasfusionali e delle precauzion,i completamente riorganizzati grazie anche al fiorire di una normativa nazionale ed europea in materia e all'adozione di standard tecnici di elevata sicurezza elaborati da società scientifiche e da Istituioni. Con Legge 21 Ottobre 2005, n. 219 sono state regolamentate le attività trasfusionali e la produzione nazionale di emoderivati con l'intento di raggiungere "il rischio zero". Con Decreto Ministeriale 3 Marzo 2005 sono stati istituiti i protocolli per l'accertamento dell'idoneità dei donatori di sangue e di emocomponenti partendo dal presupposto che il controllo principale del rischio avviene fuori dai centri di raccolta e trasfusionali del sangue. La selezione dei donatori è di importanza fondamentale per tutelare la salute dei riceventi essendo evidente che non è possibile sottoporre ogni unità di sangue prelevata a uno screening microbiologico esteso all'identificazione di tutte le possibili malattie infettive trasmissibili attraverso il sangue (virus, batteri e parassiti vari). Oggi le verifiche del sangue sono da considerarsi suficientemente sicure poichè vanno a identificare la presenza di virus dell'epatite (A/B/C) e del virus HIV, della sifilide, dei btteri gram positivi e gram negativi, di protozoi e persino di prioni, proteine malate che sono responsabili delle encefalopatie spongiformi tipo la malattia di Jacob-Creuzefeld (c.d.mucca pazza). Lo screening NAT (operativo dal 2003) ha inoltre consentito, ad oggi, di esaminare cinque milioni di donazioni e di identificare ben 1000 donatori infetti (con virus dell'epatite A/B/C e HIV). Recentemente sono state elborate ulteriori misure di prevenzione distribuite con linee guida inviate ai centri regionli di coordinamento, quali la sospensione per 28 giorni dei donatori che abbiano soggiornato per almeno una notte in aree a rischio in Italia e all'estero per flavivirus (virus trasmessi attraverso le zanzare che li prelevano da uccelli infetti) a viremia breve e andamento stagionale legato all'attività degli uccelli che ne costituiscono i serbatoi naturali (primi casi segnalati in USA nel 1999 con rapida diffusione all'Occidente). Un altro fattore di sicurezza è la tracciabilità dei donatori per interventi clinici e di prevenzione successivi alle donazioni e per ulteriori verifiche tecniche. Le reazioni avverse dovute ad errori trasfusionali sono eventi drammatici e mortali e rappresentano il 70% di tutti gli eventi avversi (per il 20% incompatibilità A/B/O e per il 10% Rh) e sono dovute al fallimento di uno o più protocolli che fanno riferimento alle "buone pratiche clinico-assistenziali"citate nell'articolo 590 Sexies del C.P. introdotto con la Legge sulla Responsabilità dell'Operatore Sanitario del 8 Marzo 2017, n. 24. Trattasi di eventi di grave negligenza e/o imprudenza che sono sempre da qualificarsi a titolo di colpa grave e che rimangono punibili d'ufficio non intervenendo su queste fattispecie l'esimente della non punibilità introdotta con l'Art.590 Sexies previsto dalla Legge Gelli-Bianco (legge 24/2017). 

Nel febbraio del 1992 è stata emanata la Legge n. 210 che ha previsto un “indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”. La Legge n. 210/92 trae origine dall’intervento della Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 307 del 1990, aveva dichiarato l’illegittimità, alla luce degli artt. 32 e 2 della Carta Costituzionale, della Legge n. 51 del 1966 nella parte in cui non aveva previsto l’obbligo a carico dello Stato di corrispondere un’indennità per il danno derivante da contagio o da altra apprezzabile malattia causalmente riconducibile alla vaccinazione (Corte Cost., 22 giugno 1990, n. 307, Foro It., 1990, I, 2694). La sentenza trae fondamento dal fatto che non è lecito richiedere che il singolo cittadino esponga a rischio la propria salute per un interesse collettivo senza che la collettività stessa sia disposta a condividere il peso delle eventuali conseguenze negative. Nello stesso senso si è espressa la Corte di Cassazione, chiarendo che il legislatore ha inteso attribuire il diritto ad un indennizzo che non ha natura risarcitoria bensì carattere assistenziale in senso lato per riparare un torto collegato ad una qualche ipotesi di responsabilità (oggettiva o soggettiva) in capo a strutture ospedaliere, essendo riconducibile agli art. 2 e 32 della Costituzione ed alle prestazioni poste a carico dello Stato in ragione del dovere di solidarietà sociale, configurandosi come misura economica di sostegno collegata ad una situazione obiettiva di menomazione dello stato di salute derivante da una prestazione sanitaria obbligatoria volta alla salvaguardia della salute stessa (Cass. Civ., Sez. Lav., 21 ottobre 2000 n. 13923, Diritto e Giustizia, 2000, f. 39, 61; conforme: Cass. Civ., Sez. Lav., 11 maggio 2002. n. 6799, Mass. Giur. It., 2002). L'impianto originario della Legge n. 210/92 è stato successivamente modificato ed integrato da alcune disposizioni legislative che hanno ampliato l’area della tutela originariamente prevista per la vaccinazione antipolio. Legge 20 dicembre 1996, n. 641; Legge 25 luglio 1997, n. 238; Legge 14 ottobre 1999, n. 362; Legge 29 ottobre 2005, n. 229. Il fondamento dell’indennizzo ex legge n. 210/92 viene, pertanto, individuato negli articoli 2 e 32 della Costituzione piuttosto che nelle misure assistenziali previste dall’art. 38 della Carta costituzionale ed è erogato a prescindere dalle condizioni economiche dell’avente diritto ed è cumulabile con altre eventuali provvidenze economiche percepite a qualsiasi titolo ed anche se dovute in ragione del danno subito in conseguenza del trattamento sanitario (art. 2, comma 1, Legge n. 210/92).

L'istanza ai sensi della Legge 210/1992 (altamente racomandabile che sia supportata da propedeutica consulenza medico legale esperta) deve essere proposta mediante Raccomandata A/R (o meglio con PEC preparata e inoltrata direttamente dal professionista medico legale di supporto) all'inirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dell'Azienda Sanitaria Locale (ASL) del luogo di residenza o di assistenza ove si sono svolti i fatti contestati (somministraziione di vaccini,di sangue intero o o di emoderivati, pappe piastriniche, concentrati leucocitari, plasma, gamma globuline, ecc.).

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Una questione di seria importanza.L'ordinamento ne prevede l'obbligatorietà per tutelare la salute pubblica (e privata). E' un dovere dello stato tutelare la salute di tutti i cittadini. Ciascuna persona, fisica o giuridica, è parte dello Stato e quando si parkla di tutela della salute si esprime un concetto generalista che riguarda ciascuno di noi, senza alcuna eccezione. La maggior parte delle vaccinazioni deve necessariamente avvenire in età infantile per acquisire la copertura immunitaria che salvaguarderà la salute di ciascun soggetto prima che contragga la malattia pericolosa non solo per la sua salute ma anche per la salute degli altri. Si pensi soltanto alla poliomielite, alla difterite che sta ritornando, alla tubercolosi (che si sta sempre più incrementando), alla meningite, all'epatite, a morbillo, rosolia, varicella, orecchioni, tutti in veriginoso aumento dopola scomparsa o l'abbattimento dei casi che si registravano alla fine dello scorso millennio. Il rischio di complicanze correlato alle coperture vaccinali è irrisorio (inferiore a 1 caso su un milione) a fronte degli straordinari benefici sulla salute pubblica che sono garantiti dai rimanenti 999.999 soggetti vaccinati (per milione) senza alcun effetto collaterale e per questo protetti per tutta la loro vita. Con estensione della protezione alla restante parte della popolazione che non può essere sottoposta a vaccinazioni per allergie o immunodeficit (5%) grazie all'"effetto immunità di gregge". Ecco, proprio l'effetto "gregge" è quello sta venendo meno (come i casi di morbillo, varicella, rosolia e meningite, ma non solo, tristemente ci ricordano) grazie alle sciagurate suggestioni (contrabbandate come pseudoverità scientifiche) che scaturiscono dai una parte irresponsabile (e per fortuna ancora minoritaria ma rischiosa) della attuale classe genitoriale. E dunque, se il 99% dei soggetti vaccinati non subisce complicazioni di un qualche significato clinico e, men che meno, menomazioni permanenti, perchè si è generata questa dissennata ostilità sociale?è il nichilismo pseudoscientifico che sempre di più serpeggia subdolo infiltrandosi nelle coscienze. L'ultima generazione genitoriale (quella delle promozioni scolastiche a tutti i costi) dimostra di essere l'unica, vera responsabile della drammatica caduta dell'immunità di gregge e quindi delle conseguenze, gravissime, sulla vita di persone molto giovani, in primis dei loro stessi figli. Per fronteggiare le imponenti sfide del XXI Secolo dobbiamo essere in gradio di raggiungere al più presto (oltre che un livello culturale adeguato alle sfide che ci attendono)  il 100% di copertura della popolazione, a costo di misure repressive e, nello stess,o tempo educative, per colmare le lacuna di sapere, di comprensione e di competenze genitoriali che trovano terreno di cultura in speculazioni libresche e false dottrine microbiologiche. False convinzioni che si sono fatte strada sulla falsariga di una pseudoletteratura scientifiva new age. Detto ciò è sacrosanto che lo stato indennizzi e sostenga adeguatamente le famiglie dei soggetti (in Italia sono 5-6) rimasti danneggiati in modo permanente, a fronte di oltre sessanta milioni di abitanti che ne traggono certo beneficio. E'quello che lo Stato fa con l'assistenza sociale e con gli indennizzi aggiuntivi (legge 210 del 1992). La parte lesa (come chiarito dalla giurisprudenza) ha il diritto di richiedere l'indennizzo per danni causati da vaccinazioni ma anche da trasfusioni di sangue infetto (cosa che avveniva nei trascorsi decenni a causa di ignoranza delle tecniche di laboratorio per analizzare i campioni, non certo oggi che le tecniche di raccolta, separazione e monitoraggio dei campioni offrono assolute garanzie). Si ricorda che l'indennizzo riconosciuto dallo stato avendo natura assistenziale, è cumulabile  con il risarcimento del danno da parte del responsabile civile dello stesso, ove si configuri una azione od omissione che costituisca fatto illecito. 

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